Negli ultimi anni si sente parlare sempre di più di Internet of Things, oggetti intelligenti, soprattutto in relazione al concetto di Smart Home e sicurezza integrata.

Ad oggi, secondo Gartner, gli oggetti connessi sono circa 5 miliardi e diventeranno 25 entro il 2025. Secondo le stime elaborate da McKinsey, l’Internet of Things potrà arrivare a valere l’11% dell’economia mondiale entro meno 10 anni!

Un trend in crescita che non può essere ignorato!

Lampadine, telecamere, climatizzatori, termostati, sensori: le applicazioni concrete della Internet of Things stanno entrando sempre più nelle nostre case, e nelle nostre vite.

Oggi l’Iot rappresenta l’innovazione, il futuro ma nel giro di qualche anno sarà parte della nostra quotidianità. Sempre più spesso ci troveremo a chiacchierare con elettrodomestici e oggetti di casa, a controllarli e monitorarli da remoto direttamente dal nostro smartphone.

Per questo motivo è necessario fare un passo indietro ed esplorare il mondo dell’Internet of Things.

Internet of things: cos’è? In che modo impatterà sulla nostra vita?

Il termine Internet of Thing (letteralmente “Internet delle cose”) è stato coniato nel 1999 da Kevin Ashton, ricercatore presso il MIT. L’espressione è utilizzata per definire l’insieme delle tecnologie che permettono di collegare a Internet apparecchiature e dei dispositivi.

Si parla di “internet delle cose” proprio perché ad essere collegati sono oggetti reali della vita quotidiana: sensori per il fitness, lampadine, automobili, impianti di climatizzazione, elettrodomestici, fino ad arrivare a telecamere e sensori.

In sostanza: qualunque dispositivo elettronico che possieda un software in grado di scambiare dati con altri oggetti connessi. Per essere connesso, un dispositivo, – e diventare quindi “intelligente” – deve rispettare due caratteristiche: avere un indirizzo IP che ne consente l’identificazione univoca sulla rete e la capacità di scambiare dati.

L’obiettivo è quello di semplificare la vita automatizzando processi o mettendo a disposizione informazioni che un tempo non avevamo, o che comunque ci risultava difficile avere.

Tra i primi oggetti di uso comune che hanno fatto uso dell IoT ritroviamo le lampadine smart, in grado di accendersi da sole, a orari programmati. Oggi gli oggetti connessi sono molteplici e appartenenti ai settori più disparati.
Nel nostro caso ci focalizzeremo su quelli relativi all’ambiente domestico, in grado di rendere la casa sempre più “intelligente” e sicura!

E tu sei pronto a entrare in questa nuova dimensione in cui gli oggetti comunicano tra loro?

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